Test per tifosi
Che tifoso da stadio sei?
Come vivi davvero i novanta minuti sugli spalti.
Pronto a scoprirlo?
Rispondi d'istinto: non c'è una risposta giusta, solo quella che ti somiglia.
8 domande · 2 min circa
Lo stadio è un mondo a parte: appena varchi i tornelli qualcosa cambia e ognuno tira fuori la propria anima da tifoso, tra cori, sciarpe, foto e commenti a raffica.
Otto domande veloci ti dicono che tifoso diventi tra gli spalti: chi guida i cori col megafono, chi non smette di cantare, chi studia la partita in silenzio e chi la vive con lo smartphone in mano. Alla fine c'è la card da girare a chi siede accanto a te in curva.
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Attenzione: qui sotto trovi tutti i risultati possibili (piccolo spoiler).
Il Capo-tifoseria — La curva la guidi tu, megafono in mano.
Sugli spalti sei tu a dare il la. Megafono in mano o semplicemente con la voce più potente del settore, lanci i cori, scandisci il ritmo, indichi quando battere le mani e quando alzare le sciarpe. Senza di te la curva sarebbe un mormorio, e lo sai bene: ti prendi la responsabilità di caricare centinaia di persone per novanta minuti, di tenerle in piedi anche quando la partita langue e sul campo non succede niente. Ti giri di spalle al gioco pur di guardare in faccia il tuo settore e trascinarlo, perché per te il tifo è un lavoro corale che qualcuno deve dirigere. Non lo fai per protagonismo, ma perché senti quel dovere sulle spalle: la squadra in campo deve percepire la spinta, e quella spinta parte da te. Torni a casa senza voce e con le braccia a pezzi, ma con la soddisfazione di aver acceso un intero settore. Per te lo stadio senza un capo che lo guidi è solo un insieme di spettatori seduti.
Il Cantore — Novanta minuti a squarciagola, senza pause.
Tu allo stadio ci vai per cantare, punto. Conosci tutti i cori a memoria, anche i più vecchi e i più difficili, e li attacchi dal riscaldamento fino a molto dopo il fischio finale. Non ti serve un megafono né il permesso di nessuno: parti da solo se serve, e la tua voce si aggiunge a quella degli altri come un tassello fedele di un unico grande coro. Non guidi il gruppo, non è il tuo ruolo, ma sei la sua colonna sonora più affidabile, quello che non si ferma nemmeno quando la squadra perde tre a zero e mezza curva si è già seduta. Canti nella gioia e nella rabbia, per spingere e per protestare, e finisci ogni partita con la gola in fiamme e la voce ridotta a un sussurro. Per te il novantesimo non è finito finché c'è fiato: il tifo è resistenza, e tu sei di quelli che non mollano un decibel fino all'ultimo.
Il Silenzioso concentrato — Occhi sul campo, testa alla tattica.
Tu allo stadio ci vai per la partita, quella vera, giocata sul campo. Mentre intorno si canta e si urla, i tuoi occhi seguono ogni movimento: la posizione del terzino, lo smarcamento dell'attaccante, il modo in cui la squadra sale o si abbassa. Leggi la gara come un tecnico, commenti a bassa voce con chi ti siede accanto, prevedi i cambi prima che l'allenatore li faccia. Il tifo caldo, i cori a comando, le coreografie: rispettabile, ma non fa per te. Preferisci capire, osservare, cogliere i dettagli che allo stadio si vedono e in televisione si perdono, ed è proprio per questo che ci tieni a esserci dal vivo. Non sei freddo, tutt'altro: soffri e gioisci come tutti, solo che lo fai in silenzio, con la testa. Al gol esulti d'istinto, ma un attimo dopo sei già tornato ad analizzare la ripresa del gioco. Per te lo stadio è la lezione di calcio più bella che esista.
Il Fotografo — La partita passa anche dallo schermo.
Per te ogni partita allo stadio è un ricordo da conservare, e il telefono non ti esce mai di mano. Fotografi la coreografia appena entri, riprendi il boato al gol, giri le story per il gruppo e per i social, immortali lo stadio pieno prima del fischio d'inizio. Vuoi portarti a casa la giornata, poterla rivedere e condividere con chi non c'era. A volte, lo ammetti, guardi più il display che il campo, e ti capita di perderti l'azione dal vivo pur di assicurarti di averla ripresa bene. Ma è più forte di te: sei quello che dopo la partita ha la gallery più ricca di tutti, quello a cui gli amici chiedono le foto migliori e il video dell'esultanza. Lo stadio, per te, è anche uno spettacolo visivo da catturare: i colori, i fumogeni, le facce della gente, la festa sugli spalti. Vivere la partita significa anche renderla eterna, un fotogramma alla volta, da riguardare quando la nostalgia chiama.
Il Brontolone — Proteste all'arbitro e critiche a tutti.
Per te lo stadio è, prima di tutto, lo sfogatoio perfetto. Brontoli sull'arbitro a ogni fischio, sull'allenatore a ogni cambio, sui giocatori a ogni pallone perso e, quando proprio non c'è altro, pure sul vicino di posto che canta stonato. Niente ti va mai del tutto bene: la squadra corre poco, il modulo è sbagliato, quel terzino non doveva nemmeno partire titolare. Sei una fonte inesauribile di critiche, e le esprimi con una convinzione che quasi diverte. Ma sotto quella corazza di lamentele c'è un cuore che batte forte per questi colori: se non ti importasse, non ti scalderesti così tanto per ogni dettaglio. Il tuo brontolare è il tuo modo di partecipare, di sentirti dentro la partita, di restare coinvolto minuto per minuto. E in fondo ti diverti proprio così, tra una protesta e l'altra: una vittoria senza niente da criticare ti lascerebbe quasi spiazzato. Il perfetto avvocato dell'accusa, novanta minuti a processo aperto.
Il Festaiolo — Lo stadio è una grande festa tra amici.
Per te lo stadio è soprattutto una grande festa con gli amici, e la partita è la scusa perfetta per stare insieme. Risate, sfottò con i tifosi avversari, cori cantati più per divertirsi che per spingere, allegria dall'appuntamento sotto casa fino al ritorno. Il risultato conta, certo, ma la compagnia conta di più: riesci a passare una bella giornata anche quando la squadra perde, perché per te il senso di tutto è l'atmosfera, il rito dello stare insieme, quel misto di allegria e appartenenza che solo lo stadio sa dare. Contagi il buonumore a chi ti sta intorno, trasformi anche una partita noiosa in un pomeriggio da ricordare e sei sempre quello che propone di fermarsi ancora un po' dopo il fischio finale. Non fai del tifo una questione di vita o di morte: per te il calcio è gioia condivisa, e lo stadio è il posto migliore dove viverla in compagnia.
Domande frequenti
Quanto dura il test?
Un paio di minuti: otto domande veloci e leggere, pensate per farsi e condividere al volo.
Quanti risultati ci sono?
Sei profili: il Capo-tifoseria, il Cantore, il Silenzioso concentrato, il Fotografo, il Brontolone e il Festaiolo.
Vale anche se vado di rado allo stadio?
Certo: basta immaginare come ti comporteresti sugli spalti, il test guarda al tuo modo di vivere la partita dal vivo.
Altri test
È solo un gioco tra appassionati: fallo insieme a chi va allo stadio con te e scoprite chi guida davvero il coro e chi passa la partita a scattare foto.