Test per tifosi
Come vivi il derby?
La partita che vale una stagione intera.
Pronto a scoprirlo?
Rispondi d'istinto: non c'è una risposta giusta, solo quella che ti somiglia.
6 domande · 2 min circa
Il derby non è una partita come le altre: vale l'orgoglio, gli sfottò di un anno intero, il diritto di camminare a testa alta. C'è chi lo vive con l'ansia alle stelle, chi con la battuta pronta, chi con mille riti scaramantici e chi, invece, con una calma quasi filosofica.
In sei domande sul tuo modo di vivere la stracittadina scopri chi diventi nel giorno più caldo dell'anno, con una card da lanciare nella chat del gruppo. Nessun giudizio: il derby fa perdere un po' la testa a tutti quanti.
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Attenzione: qui sotto trovi tutti i risultati possibili (piccolo spoiler).
L'Ansioso — Il derby te lo togli dallo stomaco.
La settimana prima non dormi e il giorno della partita non ti va giù nemmeno un boccone. Lo stomaco resta chiuso, il cuore ti batte in gola e ogni pallone perso è una piccola fitta. Vivi i novanta minuti in apnea, aggrappato alla sedia, incapace di stare fermo un secondo: ti alzi, cammini, ti risiedi e controlli mille volte quanto manca al fischio. Ci tieni tantissimo, forse troppo, e lo sai: una sconfitta nel derby ti rovinerebbe giorni interi, mentre una vittoria ti riporterebbe in vita all'istante. Ma è proprio questa sofferenza a rendere tutto più vero. Nessuno esulta come te quando finisce bene, perché nessuno ha tremato quanto te. Il derby, per te, si vince prima con i nervi che con i piedi.
Il Provocatore goliardico — Vivi di sfottò, prima e dopo.
Per te il bello del derby comincia molto prima del fischio d'inizio: è nella chat che ribolle, nei meme pronti da giorni, negli sfottò calibrati al millimetro per gli amici della squadra rivale. Il campo è quasi un pretesto per il vero spettacolo, che è la battaglia a colpi di battute. Vinci o perdi con il sorriso, ma la parola giusta al momento giusto non te la fai mai scappare. Se la tua squadra segna, i telefoni degli avversari esplodono; se perdi, incassi con eleganza e prepari già la rivincita verbale per il ritorno. Per te il derby non dura novanta minuti, ma continua per giorni a suon di messaggi e faccine. Il tuo tifo è pura goliardia: il derby è soprattutto un anno di diritto allo sfottò da difendere fino all'ultima risata.
Il Concentrato — Testa bassa e occhi solo sulla partita.
Quando c'è il derby entri in una bolla: niente chiacchiere, niente distrazioni, solo la partita. Mentre gli altri urlano e cantano, tu segui ogni dettaglio tattico, le marcature, i movimenti senza palla, e resti lucido anche quando intorno tutti perdono la testa. Non ti fai trascinare dall'emozione collettiva perché vuoi capire davvero cosa sta succedendo in campo. Per te la stracittadina è la sfida a scacchi più intensa dell'anno, da leggere mossa dopo mossa: ti annoti i duelli, prevedi i cambi prima dell'allenatore e spieghi a chi ti sta accanto perché una scelta funziona o no. Vivi il derby come un professionista in tribuna: soffri e gioisci, certo, ma sempre con la testa accesa e gli occhi puntati sul gioco, mai sul tabellone dei cori.
Il Superstizioso — Il derby lo vinci anche coi tuoi riti.
La maglia fortunata, lo stesso posto sul divano, il rito immutabile prima del fischio d'inizio: sei convinto che nel derby ogni dettaglio conti, compreso il tuo. Guai a cambiare un'abitudine nel giorno sbagliato, perché potrebbe portare sfortuna a tutta la squadra. Segui una liturgia personale che nessuno può interrompere: se la tua squadra segna dopo un certo gesto, quel gesto diventa sacro per sempre. Indossi sempre lo stesso portafortuna, tocchi legno prima di ogni calcio d'angolo e non guarderesti mai i rigori da un divano diverso. Ridi di te stesso, lo sai che è irrazionale, ma non rinunceresti mai ai tuoi riti. In fondo la scaramanzia è il tuo modo di sentirti utile e di tenere a bada la tensione: se non puoi giocarla tu, il derby almeno provi a scaramanticarlo.
Il Filosofo distaccato — In fondo è solo una partita.
Mentre tutti perdono la testa, tu resti l'isola di calma nel mare in tempesta. Il derby ti piace, lo vivi, ma non ne fai un dramma: ti godi lo spettacolo, sorridi delle tensioni altrui e la prendi con equilibrio anche quando le cose vanno male. Sai che una partita, per quanto sentita, resta una partita, e che ci sarà sempre un altro derby dietro l'angolo. Questa consapevolezza ti tiene sereno mentre intorno a te tutti tremano, e ti fa quasi sorridere vedere gli amici disperarsi per un fallo laterale o un cartellino. Non sei meno tifoso degli altri, sei solo più saggio: hai capito che il bello del calcio si gusta meglio senza farsi consumare dall'ansia.
Domande frequenti
Come funziona il test?
Rispondi d'istinto a domande su come vivi la settimana del derby e i novanta minuti. Ogni scelta pesa verso un tipo di tifoso, e alla fine esce quello che ti somiglia di più.
Quali risultati posso ottenere?
Cinque: l'Ansioso, il Provocatore goliardico, il Concentrato, il Superstizioso e il Filosofo distaccato.
Serve tifare una squadra in particolare?
No: il test guarda a come vivi la tensione del derby in generale, non a quale maglia indossi.
Altri test
È un test leggero pensato per il gruppo: mandalo agli amici prima della prossima stracittadina e scoprite chi soffre di più e chi la prende con filosofia.